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Pari opportunità, controreplica al comunicato assurdo dell’amministrazione comunale

“Resto inorridito nel leggere la risposta dell’Amministrazione comunale algherese [link] alla nota a firma Movimento Cinque Stelle [link], riferita la mancata approvazione di un piano sulle pari opportunità.
Non ho idea di chi possa aver scritto un tale cumulo di mistificazioni, ma in questo inutile esercizio di stile lo scrivente sembra non avere alcuna conoscenza della norma specifica e delle basilari nozioni sull’iter di approvazione degli atti amministrativi.
Mi dilungherò e forse annoierò qualcuno ma, stimolato da tanta protervia, ho approfondito ulteriormente l’argomento.
Il Piano delle Azioni Positive, come un qualsiasi Piano, deve essere approvato da un organo Governo – in questo caso la Giunta comunale – non certo da un dirigente o da un Comitato di Garanzia. Quindi quello presentato non è efficace e, semmai fosse realmente il Piano in oggetto, è solo una bozza che dovrà essere approvata. Quindi Alghero non ha un Piano delle Azioni Positive approvato.
Un timbro sul documento riporta la data del 16 febbraio 2017, ciò vuol comunque dire che assunzioni, mobilità, PO e affini riferibili al 2015 e 2016 sono stati fatti prima della redazione del famigerato Piano. La Corte dei conti in Veneto [link] si è espressa chiaramente a riguardo: Il Collegio, a futura memoria, rammenta che ove la violazione si sia concretizzata (fino al 2016 non c’era alcun piano), nell’esercizio successivo a quello del rilevato inadempimento si applica il divieto di procedere ad assunzioni, anche per lavoro flessibile.
Il Piano che ci vorrebbero spacciare per buono [link], nella forma e nella sostanza, è un’altra cosa rispetto a quello previsto dalla norma art. 48 del D.lgs 198 del 2006: Detti piani, fra l’altro, al fine di promuovere l’inserimento delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate… favoriscono il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche ove sussiste un divario fra generi non inferiore a due terzi… I piani di cui al presente articolo hanno durata triennale. In caso di mancato adempimento si applica l’articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 – ovvero – “Le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli adempimenti di cui al presente articolo non possono assumere nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette”.
Ancora, la legge dice espressamente che hanno durata triennale, mentre l’Amministrazione algherese scrive: adottando un Piano quadriennale, completo in ogni sua parte”. Ad Alghero siamo quindi più fighi?
La legge cita espressamente le quote di genere, tant’è che in tutti i Piani d’Italia [link] sono presenti tabelle con il numero di dipendenti, divisi per sesso e inquadramento. Sul nostro non se ne fa cenno: nessun numero, solo azioni.
Tutto ciò, semplicemente, perché il Piano che ci è stato proposto è il Family Audit previsto nel Protocollo di collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, per sviluppare il Progetto Comune di Alghero amico della famiglia e utilizzare quindi il marchio Family!
Nulla a che vedere con la legge sulle pari opportunità: la stessa delibera di Giunta che approva il suddetto protocollo d’intesa – n.196 del 2015 [link] – non la cita minimamente. Chi si vuol prendere in giro?
I verbali non riportano un protocollo e tutti i file sono stati creati il primo giugno 2017, successivamente al nostro accesso agli atti. Proprio in considerazione degli atti disponibili mi chiedo: a che pro?
Ultimo punto, che in confronto al resto è una bazzecola: i documenti prodotti dal Comune che riportano esclusivamente la dicitura ma non la sostanza del piano in oggetto, non si trovano nella sezione Amministrazione Trasparente come dichiarato da chi ha replicato alla nostra nota ma, guarda caso, nella sezione Progetti dell’Amministrazione [link]

Rispetto alla frase in cui vengo espressamente citato – Ferrara …avrebbe evitato di diffondere l’ennesima notizia fantasiosa e infondata -, appurato che la notizia è reale e concreta, chi l’ha scritta si squalifica da solo.
Ma rimane il dubbio sull’utilizzo della parola ennesima. Quali notizie fantasiose avrei diffuso? Forse c’è un riferimento all’interrogazione presentata pochi giorni fa avente ad oggetto il contratto con la società In House che, per responsabilità di questa amministrazione, starebbe operando con un contratto maldestramente prorogato e probabilmente neanche firmato?

Mi sento di concludere sostenendo che ci si trova davanti all’ennesimo colossale pasticcio di questa Amministrazione, aggravato in questo caso da un atteggiamento sviante, arrogante e presuntuoso”.

Roberto Ferrara
Portavoce in Consiglio Comunale Movimento Cinque Stelle Alghero

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