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Concessione di un parco pubblico: l’amministrazione comunale è allo sbando

“Pressappochismo e mancato controllo, elementi intrinseci e costitutivi del DNA dell’attuale Amministrazione comunale di Alghero – affermano i portavoce del Movimento Cinque Stelle in Consiglio comunale Graziano Porcu e Roberto Ferrara -. Un ulteriore esempio? Il parco intitolato al Caporal Maggiore Scelto Gian Marco Manca. Chiediamo alla maggioranza: siete sicuri che tutto sia in regola e non si stiano violando i principi di equità e pari opportunità riguardo l’accesso ai contributi da parte di tutte le Associazioni cittadine?”. Il parco, dopo lungo iter che lo ha visto inutilizzato per anni, è stato dato in concessione a inizio 2016. La Delibera del Consiglio comunale del 2015, il Bando e poi il Contratto hanno definito i rapporti tra l’Amministrazione comunale e il concessionario, a tutela della libera fruizione e delle finalità sociali, ma nello specifico sono tanti i punti sui quali la stessa Amministrazione comunale sembra essere tanto assente quanto evanescente. Presentata una interpellanza in merito [link].

Tutti i progetti preliminari e esecutivi, riguardanti immobile già esistente o strutture a carattere temporaneo, sarebbero dovuti essere approvati dalla Giunta Comunale, quale titolo abilitativo alla realizzazione poichè edificati su area di proprietà comunale. “Eppure gli interventi realizzati dal concessionario risultato approvati via Suape, la canonica procedura di autorizzazione edilizia, e non attraverso le procedure previste per le opere pubbliche. Il tutto in assenza dell’approvazione della Giunta comunale: perché?”. Lo schema di contratto, sottoscritto il 14 marzo 2016, prevedeva che “le aree esterne concesse dovranno essere utilizzate come da offerta tecnica. Non potranno essere tuttavia installati infrastrutture e manufatti con carattere di stabilità […] gli immobili dati in concessione dovranno essere liberamente accessibili e utilizzabili a tutti i visitatori del Parco […] nella circostanza in cui il concessionario interrompa l’esercizio dell’attività o di una di esse per oltre 30 giornate, anche non consecutive, nel corso dell’anno solare, pur derivanti dalla somma di più mezze giornate, il contratto è risolto di diritto”.

“E’ stato realizzato un campo da basket in cemento al posto del previsto campo amovibile: perché? E’ stato realizzato un barbecue in muratura inamovibile e dalle notevoli dimensioni, già oggetto di un accertamento di conformità: accendere fuochi in un parco pubblico può generare situazioni di pericolo, l’Amministrazione ha valutato la situazione e verificato le autorizzazioni? Alcuni cittadini inoltre – proseguono Ferrara e Porcu – si sono lamentati della chiusura invernale, degli orari di apertura, delle modalità di accesso materiale e delle limitazioni di accesso in concomitanza con attività o eventi privati: l’Amministrazione ha fatto controlli a riguardo? E’ stato mai verificato a quale titolo altre Associazioni svolgono attività economiche all’interno del parco? Il tutto da rapportare ad una struttura affidata in concessione con la clausola della libera fruizione”.

L’Associazione Si Fa Così 2.0 [link] ha chiesto un contributo all’Amministrazione comunale in riferimento alle attività in programma nel quadriennio 2017/2021: “Il progetto orti urbani risulta però già finanziato per 8mila euro dalla Fondazione Banco di Sardegna [link]; il progetto Baskin oggetto di altra delibera di Giunta [link] che fa riferimento alla Fondazione Alghero (ex Meta) in vista di un eventuale contributo?; relativamente alle opere di manutenzione del verde è bene ricordare che sono un onere dovuto già dal bando (art. 13 lettera f) [link]. Non si è accorta l’Amministrazione che ci sono attività già finanziate da altri Enti?”. Ciò detto, l’Amministrazione ha concesso [link] all’Associazione concessionaria un contributo di circa 20 mila euro in 4 anni “mediante compensazione rispetto al canone dovuto”. Il programma, ritenuto dall’Amministrazione comunale di “indubbio interesse generale”, è stato fatto rientrare “all’interno dei progetti di partecipazione e cittadinanza attiva”. “Ci domandiamo: è possibile uno sgravio del 50% del canone annuo di concessione, visto che era già ridotto da regolamento all’1% valore del bene e considerato che era un elemento di valutazione delle offerte pervenute?”.