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Il colpevole lassismo del PD in Regione è la zavorra che affonda il porto di Alghero

Il porto di Alghero, oggi, è soltanto lo sfondo – sfocato – di una bella cartolina turistica dalla Riviera del Corallo. La situazione è terribile e va oltre ogni immaginazione. La realtà dei fatti sconvolge, affermano i portavoce del Movimento Cinque Stelle Alghero in Consiglio comunale Graziano Porcu e Roberto Ferrara, perché fotografa una struttura che versa in uno stato indecoroso, in balia dei disservizi legati alle manutenzioni ordinarie e alla raccolta dei rifiuti oltre che ostaggio di una disomogenea organizzazione dei servizi. Il tutto frutto di una totale e consapevole assenza di pianificazione e di una programmazione a medio e lungo termine.

Il porto è infrastruttura strategica, come l’aeroporto. In entrambi i casi è disarmante constatare come la gestione politica e partitica di risorse così preziose sia diventata problema reale per la collettività algherese. Pochi servizi e male organizzati, sporcizia ovunque e mancanza di un soggetto incaricato di pulire, sosta selvaggia di camper, parcheggio non autorizzato di auto e mezzi da lavoro sprovvisti di pass e non autorizzati. Da anni inoltre il porto fa i conti con l’ingombrante problema della giostra, convivenza difficile da vivere e sopportare, senza contare la questione cantieri nautici: non ci sono forme di eterocontrollo, le operazioni – anche le più delicate e potenzialmente pericolose – si svolgono in zone di passaggio di pedoni e autovetture mentre muletti non targati né autorizzati alla circolazione stradale trainano barche su carrelli e invasi arcaici. Il quadro è desolante.

Al momento quindi, il porto di Alghero è una barca a vela bloccata in mezzo al mare dalla bonaccia: i venti della Regione Sardegna non soffiano ormai da troppo tempo e in questa situazione, insostenibile, non si può più andare avanti. Proprio la Regione ha un ruolo cruciale e decisivo sulla vicenda. Nel 2015 l’Istituzione regionale sembrava finalmente essere in grado di sbloccare l’annosa questione della gestione del porto algherese, con tanto di bando internazionale in rampa e progetti presentati a Cagliari in via Roma. In maggio il Gruppo Marinedi (1600 posti barca, 400 occupati e un project financing da 25/30milioni di euro) e il Consorzio del Porto, con un suo progetto alternativo, si fanno avanti con le rispettive proposte. Il dibattito è aperto, così come la partita politica. Ma il nodo marinaio non si scioglie perché l’iter non va avanti.

Alghero è una città sul mare. Il porto per una città di mare è una risorsa fondamentale. Il valore del porto di Alghero è enorme, sotto l’aspetto dell’immagine, del marketing e della promozione, del turismo e dell’appetibilità della proposta, sotto l’aspetto commerciale e prettamente economico in quanto potenziale sede di grandi eventi collegati al mare come regate o gare di pesca. Il porto è possibilità di creare nuovi posti di lavoro in un momento di crisi. È una risorsa, un ulteriore biglietto da visita per la città che non può essere dimenticato e trattato come una periferia dimenticata e trascurata. Ciò detto, considerata la vitale importanza del porto per la città di Alghero e i suoi abitanti, perché la situazione non si sblocca? È un obbligo, quasi un dovere, per la Regione Sardegna esprimersi a riguardo, motivando la sua posizione ma prendendo una posizione.

Il Movimento Cinque Stelle Alghero non si schiera con l’una o l’altra proposta, attende invece che la Regione applichi l’una o l’altra o che le bocci entrambe, perché solo così si potrà procedere e attuare un programma oppure valutare altre soluzioni funzionali al raggiungimento dell’obiettivo ultimo, una dignitosa gestione del porto. Il porto ha enormi potenzialità e va valorizzato, i suoi servizi vanno potenziati quando non addirittura creati, deve essere riqualificato, deve rispondere ai giusti canoni di decoro urbano, deve essere fruibile, vivibile, sicuro e appetibile per la comunità.